Computer contro smartphone: elogio della lentezza

Io l’ho sempre pensato. E poi lui l’ha scritto nel modo più semplice e immediato. Quando ho letto questo articolo di Seth Godin mi sono detta: “Quest’uomo mi legge nel pensiero…”  E se non sai chi è e hai un tuo business da promuovere, colma la lacuna.

Lasciando fuori dalla disputa i libri (che rimangono per me fonte primaria di lettura) ho sempre trovato fastidioso navigare in internet con lo smartphone. Mi manda al manicomio quel continuo allargare, rimpicciolire, scorrere, cliccare. E tutto per un articolo che potrei leggere molto meglio dal portatile o dal pc fisso. Per non dire delle foto  che, se anche strizzi gli occhi fino a renderli due fessure, non c’è verso di interpretarle bene e se le ingrandisci troppo perdi la visione d’insieme. Insomma, come fai fai, è una sciagura.

Seth, nel suo articolo, si domanda se ci sia una correlazione tra l’uso dello smartphone e il comportamento disinformato delle masse. Secondo me c’è, eccome.

Quando leggi qualcosa dal cellulare di solito lo fai di fretta: uno sguardo a titoli e sottotitoli, un paio di paragrafi letti al volo e al diavolo i link che si caricherebbero in tempi biblici facendoti perdere tempo. Ma nonostante questi accorgimenti per risparmiare istanti preziosi,  dopo pochi secondi ti rompi lo stesso los balones di scorrere continuamente con l’indice sullo schermo e ciao.

Se invece tieni duro, il colpo di grazia te lo danno quei siti disgraziati che non sono ottimizzati per la lettura da cellulare e ti costringono a ingrandire le parole per leggerle e spostarti da un frase all’altra dell’articolo. E siccome non è un lavoro e tu hai già los balones provati, dici: “Sai che c’è? Vado su Instagram che almeno là posso guardare solo le foto!”.

In conclusione, con il cellulare, vuoi o non vuoi, finisci per dare uno sguardo superficiale. Siamo tutti talmente presi da mille cose da non avere il tempo di soffermarci quanto basta nemmeno su una. Ma le informazioni vanno prima comprese ed elaborate perché possano germinare in noi e far nascere nuove idee e nuovi stimoli.

Come siamo arrivati a fagocitare tutto (oggetti, relazioni ed esperienze) alla velocità della luce? Questo modo di assimilare notizie ci lascia come ci ha trovati, non ci arricchisce.  E’ questo quello che vogliamo veramente? Vivere in superficie senza mai il guizzo di un pensiero più profondo? 

Non voglio leggere un articolo di fretta, senza poterci riflettere su o senza che mi stimoli un’idea nuova o un punto di vista differente.

Voglio vivere calandomi in profondità per raccogliere piccole perle di saggezza su cui meditare. Come l’articolo di Seth che, sì, è breve e avrei potuto leggerlo anche dal cellulare, ma io sono per la lentezza e ho aperto il computer. Lasciando fuori dalla disputa i libri (ché quelli non si discutono).

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