Quattro cose da fare prima di aprire la partita iva

Ho passato i mesi scorsi ad informarmi per capire se e come aprire (finalmente) la partita iva.

 

L’idea iniziale era di vendere su Etsy i quaderni e i bullet journal che realizzo da un annetto. Mi immaginavo impegnata a disegnare le copertine, a progettare la grafica delle pagine interne e degli inserti e infine rilegare tutto a mano. Già mi vedevo fieramente in possesso di una partita iva da artigiana. Volevo coniugare l’amore per il graphic design con la passione per la manualità. Ma non è proprio andata così.

 

Ho scoperto un paio di cose  (anche più di due, in realtà) che mi hanno fatto cambiare idea e ho deciso di fare soltanto la grafica specializzata in design di logo e brand identity. E punto.

Essere un’artigiana (e in generale una commerciante) oppure una libera professionista/lavoratrice autonoma incide in modo diverso sulla gestione del  tuo business. Quindi se svolgi un’attività che ti fa stare in bilico tra le due categorie (come sarebbe stato nel mio caso se avessi deciso di unire la professione di grafica con quella di artigiana) valuta bene da che parte stare. Perché influisce sui costi di gestione, sul tipo di adempimenti fiscali e contributivi. Insomma, può fare decisamente la differenza.

Al di là della scelta fra artigiana e freelancer, prima di aprire la partita iva dovresti fare (almeno) queste quattro cose:

1. Trovarti un commercialista

Se non vuoi fare tutto da sola, e io non te lo consiglio (perché si tratterebbe di un altro lavoro in aggiunta al tuo), trova un bravo professionista che si preoccupi di tutti gli aspetti fiscali e contributivi lasciandoti libera di creare e dedicarti completamente al tuo business.  

2. Scegliere il codice Ateco giusto

Il codice Ateco è un numero che viene utilizzato dall’ISTAT per monitorare, a fini statistici, l’andamento delle attività di impresa del Paese. Ad ogni codice corrisponde un tipo di attività ben preciso. Ce n’è per tutti i gusti. 

Alcuni codici richiedono l’iscrizione obbligatoria alla gestione commercianti dell’Inps (più avanti ti spiego meglio) che ti obbliga a versare dei contributi molto più pesanti rispetto alla gestione separata. 

Qui trovi tutti i codici Ateco

3. Adottare il regime fiscale più conveniente per te

Ce ne sono tre tra cui decidere:

Forfettario

Puoi accedere se sei una persona fisica esercente attività d’impresa, arti o professioni e  nell’anno precedente i tuoi ricavi e compensi non hanno superato i 65.000 euro. Ci sono altri requisiti che devi possedere.

Per approfondire: regime forfettario

Ordinario semplificato  

Se non hai ricavi superiori ai 400.000 euro (se presti dei servizi) oppure ai 700.000 euro (se la tua attività riguarda altro).

Per approfondire: regime semplificato

Ordinario

In tutti gli altri casi.

Una volta ponderate tutte queste scelte (sperando che nel frattempo non ti sia venuto il mal di testa) è ora di andare all’Agenzia delle Entrate e annunciare al mondo che sei entrata nel business. E lo farai presentando il….

Modello AA9/12

E’ un modulo che si utilizza per denunciare all’Agenzia delle Entrate che hai appena aperto (ma non devono essere passati più di 30 giorni dalla data d’inizio del tuo business) o che stai per aprire. Con questa denuncia chiedi anche l’apertura della tanto famigerata (e spesso temuta) partita iva. Scarica qui il modello AA9/12  in versione PDF.

4. Valutare il tipo di iscrizione all’Inps

Entro 30 giorni dall’apertura della partita iva devi anche iscriverti all’INPS. E qui arriviamo alla questione più spinosa, almeno per me. Il versamento obbligatorio dei contributi INPS per la pensione è sempre stata una cosa che mi ha scoraggiato dal mettermi in proprio.

L’Inps prevede due modalità per il versamento dei contributi per la pensione dei lavoratori autonomi:

  1. la gestione separata
  2. la gestione commercianti/artigiani

Queste gestioni non sono altro che casse previdenziali nelle quali i lavoratori versano i contributi per avere in futuro la pensione. Se fai l’artigiana o la commerciante DEVI iscriverti alla gestione commercianti/artigiani. Se sei una libera professionista/ lavoratrice autonoma devi invece iscriverti alla gestione separata.

Dal punto di vista delle somme da versare le due gestioni non sono interscambiabili, quindi non è che l’una valga l’altra.

Gestione commercianti/artigiani

I contributi ammontano a circa € 3600 l’anno (anche se sono previste delle agevolazioni se sei in regime forfettario) da pagare in quattro rate ma se con l’attività che fai non guadagni nulla devi pagarli lo stesso. Insomma, non è incoraggiante….

Gestione Separata

Paghi i contributi soltanto su quel che hai guadagnato applicando una percentuale del 27%. Se non guadagni non li paghi. Ed è già qualcosa per non sentirsi con il cappio al collo…

Un esempio

Se hai la p.iva come artigiana e guadagni € 5.000 in un anno, dovrai pagare i contributi per la pensione in 4 rate per un totale di circa € 3.600.

Se invece hai la p.iva come libera professionista/lavoratrice autonoma e guadagni i soliti 5.000 dell’esempio precedente, verserai alla gestione separata dell’Inps € 1.350  (cioè € 5.000×27%).

Puoi iscriverti alla gestione separata o commercianti direttamente ONLINE. Si fa in meno di 5 minuti e l’iscrizione alla gestione separata (per quella commercianti/artigiani c’è una diversa e più laboriosa procedura da seguire) non richiede competenze da commercialista: basta compilare un apposito modulo (con pochissimi dati da inserire, tra cui il tuo numero di partita iva) che sarà a tua disposizione dopo aver richiesto il PIN di accesso per creare un tuo account sul sito Inps.it. 

Dopo esserti registrata potrai accedere a tutti le informazioni sulla tua posizione contributiva, fare richieste e compilare, appunto, moduli di qualsiasi tipo. Vai al sito dell’INPS.

Io ho scelto di cominciare da libera professionista e vedere che succede.  E tu? Stai pensando di buttarti nel business? Scrivimelo nei commenti, sarò felice di leggerti.

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  1. Ilai

    Ciao, questo articolo arriva come manna dal cielo 😀
    Grazie mille e complimenti per la chiarezza del tuo schema!
    Io realizzo accessori (quadretti, bigiotteria etc) in fimo su miei design originali, materiale cartaceo e digitale.
    Insomma, sono una grafica che ha deciso di far diventare i suoi disegni tangibili con l’utilizzo delle paste modellabili 🙂
    Ho sentito vari commercialisti, ma sono addirittura piu’ confusa di prima!
    Come te mi interessava molto la questione gestione aperta, perché non guadagnando grandi cifre, non me la sento di rischiare con l’inps da artigiana, ero sul punto di aprire quando hanno cominciato a confondermi le idee parlandomi di camera di commercio (visto che spedisco) e tutto quello che ne consegue 😐

    Mi pare di capire che anche tu hai avuto una problematica simile, trovare un commercialista preparato su questo argomento è una vera impresa 🙁
    Grazie in anticipo♥

  2. Vannalisa Scafaria

    Ciao, grazie del commento! La gestione separata riguarda soltanto i liberi professionisti e i lavoratori autonomi. Mentre quello che vuoi fare tu è vendere le tue creazioni artigianali e purtroppo per legge dovresti iscriverti all’INPS nella gestione commercianti e questo comporta qualche spesa e adempimento in più (tra cui anche l’iscrizione alla Camera di Commercio, come ti hanno detto). Come avrai letto anche nel mio articolo, i contributi inps della gestione commercianti/artigiani sono circa € 3.600 al mese che devi pagare anche se non vendi nulla…. Ecco perché io per ora faccio solo la libera professione di grafica ;-))

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