Regime forfettario per artigiane e freelancer

Lo so, l’argomento non è dei più eccitanti. Sentir parlare di regimi fiscali, aliquote, calcolo dei contributi è una cosa che ammazzerebbe pure un cavallo ma, ragazza mia, bisogna occuparsene se si vuol fare business.

Questo blog è dedicato al mondo delle piccole imprese al femminile. E per piccole imprese intendo per lo più  quelle messe su da artigiane o freelancer che lavorano per fare del loro sogno un’occasione per guadagnare in proprio.

Come dicevo già nell’ articolo Quattro cose da fare prima di aprire la partita iva, io ho abbandonato per il momento le mie velleità da artigiana per concentrarmi sul lavoro freelance di grafica. La scelta è risultata fondamentale per tutta una serie di conseguenze che comporta scegliere di lavorare come artigiana oppure come lavoratrice autonoma/libera professionista.

Oggi ti spiego cos’è il regime forfettario e, a seconda che tu sia artigiana o freelancer, quali obblighi e vantaggi ne derivano.

COS’E’ IL REGIME FORFETTARIO?

E’ un regime fiscale destinato a chi ha un’impresa di ridotte dimensione e prevede molte semplificazioni ai fini iva e di tipo contabile.

L’Agenzia delle Entrate spiega che:

possono accedere al regime forfetario sia i contribuenti che iniziano una nuova un’attività di impresa, arte o professione e che presumono di conseguire ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro sia coloro che hanno già avviato un’attività purché abbiano conseguito ricavi o compensi sempre sotto la soglia dei 65.000 euro

E adesso vado nello specifico e ti elenco i principali vantaggi (e svantaggi) a seconda che tu sia artigiana o freelancer):

SE SEI UN'ARTIGIANA...

SE SEI UNA FREELANCER...

APERTURA E COMUNICAZIONE UNICA

Devi sostenere dei piccoli costi di apertura (diritti di esazione + bolli) per l’invio della Comunicazione Unica (una comunicazione con cui avvisi Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, Inps, ecc. dell’apertura della tua nuova attività) ma il guaio è che per prepararla devi intendertene ed essere aggiornata su leggi e procedure da seguire. Quindi, se sei come il 90% di noi e di queste cose sai poco o nulla, devi ricorrere ad un commercialista e i costi aumentano.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

Devi pagare i contributi previdenziali (ai fini della pensione) alla gestione commercianti/artigiani dell’INPS. Ammontano a circa € 3.800 all’anno (indipendentemente da quanto guadagni): puoi anche non aver fatturato un centesimo e sei comunque obbligata a versarli. Hai comunque la facoltà di chiedere un’agevolazione che prevede la riduzione di questi contributi del 35%. La domanda apposita va presentata all’INPS (e l’agevolazione andrà in vigore dall’anno successivo) e comporterà che pagherai meno contributi ma non verranno accreditati ai fini della pensione che risulterà più bassa o ti ci vorrà più tempo per arrivare a percepirla. L’unica cosa buona è che i contributi INPS sono deducibili dal reddito.

CONTRIBUTI INAIL

Sono obbligatori indipendentemente dal regime fiscale adottato. Servono a coprire il rischio di infortuni e malattie sul luogo di lavoro. La gestione di questo tipo di assistenza spetta all’INAIL (Istituto Nazionale delle Assicurazioni contro gli infortuni  sul Lavoro). Ammontano a circa € 100 all’anno.

 

APERTURA E COMUNICAZIONE AGENZIA DELLE ENTRATE

Devi compilare il modulo AA9/12 per l’apertura della Partita Iva e richiedere all’INPS l’iscrizione alla gestione separata. Puoi tranquillamente fare tutto online o recarti negli uffici dell’Agenzia delle Entrate (per la partita iva) e a quelli dell’INPS (per l’iscrizione). Io, personalmente, ho fatto tutto online senza spendere un solo centesimo. Ricorda che prima di iscriverti all’INPS devi possedere già la partita iva

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

Devi pagare i contributi previdenziali (ai fini della pensione) alla gestione separata dell’INPS. Devi calcolarli in misura del 25, 72% del tuo reddito imponibile. Va da sé che se non fatturi non li versi, a differenza degli artigiani che invece hanno l’obbligo di versarli comunque. E’ chiaro che se non li versi non accantoni per la pensione e che i contributi versati devono raggiungere un certo ammontare perché valgano ai fini della pensione (circa € 4.000 all’anno) ma questo te lo spiegherà meglio il tuo commercialista. I contributi INPS sono deducibili dal reddito.

CONTRIBUTI INAIL

I liberi professionisti o lavoratori autonomi non sono obbligati al versamento dei contributi INAIL.

ARTIGIANA O FREELANCER, I VANTAGGI PER ENTRAMBE...

Invece di pagare irpef, addizionali regionali e comunali, ecc. viene applicata un’aliquota sostitutiva del 15% (o ridotta al 5% per i primi 5 anni a favore delle startup con determinati requisiti) che viene chiamata FLAT TAX.

CINQUE NO CHE TI SEMPLIFICANO IL BUSINESS

NO IVA – Non devi calcolare l’Iva nelle tue fatture (e ovviamente non puoi scaricare quella relativa agli acquisti per la tua attività).

NO SCRITTURE CONTABILI – Non hai alcun obbligo se non quello di numerare le fatture che emetti e quelle che ricevi per gli acquisti fatti nell’ambito della tua attività. Nessun registro contabile da tenere, nessun relativo adempimento.

NO STUDI DI SETTORE – Sono uno strumento di accertamento fiscale che l’Agenzia delle Entrate usa per ricostruire, attraverso l’analisi di un insieme di dati e la valutazione di determinati parametri, il reddito prodotto dall’impresa. Fortunatamente se aderisci al regime forfettario non sei soggetta a questo tipo di accertamento.

NO SPESOMETRO – E’ una comunicazione da fare all’Agenzia delle Entrate che contiene l’indicazione delle fatture emesse e ricevute, i versamenti IVA, ecc. e il suo scopo è quello di verificare la veridicità delle dichiarazioni dei redditi e di evitare frodi. Anche in questo caso non hai nessun obbligo come “forfettaria”.

NO OBBLIGO DI FATTURA ELETTRONICA – Non che sia un male fare le fatture elettroniche ma il costo del software per la gestione delle fatturazioni può essere notevole e siccome nel regime considerato non è obbligatorio è comunque una spesa in meno da tenere in conto.

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